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“Io non sono “Zemaniano”, sono “Di Franceschiano”

di Romain Iovinelli
Fu così che qualche tempo fa il neo allenatore giallorosso rispose a un giornalista che gli chiedeva se riprendeva il suo stile di gioco da quello di Zdenêk Zeman. Non è stata un’estate tranquilla per Eusebio Di Francesco. Arrivato a Roma dopo gli addii di Totti (ritiro) e Spalletti (direzione Inter), a lui spetta il difficile compito di non far rimpiangere il record di ben 87 punti stabilito dall’allenatore di Certaldo. Ma principalmente, riuscire a distinguersi e portare la Roma sul primo scalino di questa Serie A. Impresa che è riuscita solamente 3 volte in ben 90 anni. Ma soprattutto, spetta a lui ricompattare e riaccendere un ambiente che è diviso su tutti i fronti, e che negli ultimi 2 anni ha subito una vera e propria spaccatura. Guerre civili, proteste, sentenze sparate su giocatori prima ancora che scendessero in campo o liquidati alla loro prima partita sbagliata, ecc.
 
Bisogna dire che non si è lasciato prendere dallo sconforto, d’altronde lui l’ambiente già lo conosceva. Con la Roma ha vinto uno scudetto, è vero, ma ha anche dato “er core” per questa maglia (pneumatorace). Insomma, non uno qualunque. 
Ma per alcuni (prima erano molti di più) non aveva l’identikit adatto per allenare la Roma. Nonostante i lusinghieri risultati con il Sassuolo (che senza di lui non sarebbe mai andato in Europa), molti “esperti” hanno subito profetizzato che avremmo addirittura rischiato di retrocedere.
 
Ebbene, a distanza di un mese dall’inizio del campionato: la Roma ha vinto 5 partite su 6 (l’unica “sconfitta” è stata quella in casa contro l’Inter di Spalletti) e finora sta andando bene anche in Champions (4 punti dopo 2 giornate). Si diceva che con lui si sarebbero presi molti gol (finora la difesa ha saputo fare buona guardia), che sarebbe stata dura per Dzeko replicare i numeri della passata stagione (attualmente ha siglato 8 gol in 7 partite disputate), che Fazio non era adatto alla difesa a 4, ecc. 
 
 
Potremmo scrivere un libro sulle ragioni per le quali DiFra era spacciato fin dall’inizio. Dopo la vittoria in trasferta contro il tanto blasonato Milan, poco a poco, molti si stanno ricredendo. Stanno iniziando tutti a sostenere il mister, e lentamente l’ambiente (almeno così pare) si sta ricompattando. Di partita in partita, Di Francesco accresce il suo fan-club. Vincere aiuta a vincere, e a guadagnare consenso. Ma molto spesso, l’abbiamo visto in passato, molti aspettano la prima sconfitta, il primo passo falso, per passare dall’altra parte della barricata, sempre per dimostrare di essere veri intenditori di calcio, per dire “te l’avevo detto a inizio campionato”. 
 
 
Dopo la sosta, la Roma avrà un vero tour di force in campionato (Napoli, Torino) e in Champions (la doppia sfida con il Chelsea di Conte). Non sarà per nulla facile, e sappiamo che in molti aspettano il mister e la squadra al varco.

In attesa di un eventuale “ripensamento”…

Forza Roma & Forza Di Francesco!

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